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Green Marketing – quando il verde diventa virale

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Posted By Francesco

La tendenza di questo nuovo anno, in innumerevoli settori, finalmente è positiva per tutti e soprattutto per l’ambiente. Il verde e l’ecologia stanno diventando di moda.

Un mondo in pericolo

Dopo tanti anni di allarmi inascoltati, finalmente l’interesse per la sostenibilità ambientale da parte di aziende, istituzioni, associazioni e privati ha cominciato a mobilitarsi. Sono molte le imprese che oggi stanno invertendo la rotta e stanno studiando soluzioni più green per i loro prodotti, sia nella filiera produttiva sia nel marketing. Essere green e sforzarsi di ridurre gli effetti negativi sull’ambiente è di moda e si dimostra essere il quid in più per conquistare nuovi acquirenti e aumentare la fedeltà di quelli acquisiti.

La diffusione delle scelte ecologiche

L’opinione pubblica, grazie alle massicce campagne nei social e alle mobilitazioni generali, è diventata green, e questo determina da parte delle aziende la necessità di andare incontro ai consumatori facendo a loro volta scelte ecologiche.

Gli obiettivi che le imprese si prefiggono riguardano principalmente la riduzione dell’inquinamento da plastiche, utilizzando imballaggi a basso impatto ambientale, scegliendo materiali riciclati e riciclabili, facendo maggior attenzione alle emissioni di sostanze dannose per l’ambiente.

Essere green per le aziende non è solo una questione etica, ma diventa parte integrante del marketing, il quale oggi si svolge anche – e soprattutto – nel Web e soprattutto attraverso i social: se non altro, questo permette di instaurazione di un circolo virtuoso che permette una ulteriore sensibilizzazione generale dell’utenza.

Anche i punti vendita stanno facendo green.

Cominciano a diffondersi negozi che permettono agli acquirenti di servirsi da distributori utilizzando propri contenitori o contenitori riutilizzabili. Un esempio interessante è fornito dal brand di cosmetici naturali Lush, che ha cominciato a proporre i prodotti senza packaging. Presso il Naked Lush Shop di Milano tutti i cosmetici a disposizione per la vendita non sono affezionati o presentati contenitori riciclabili.

Dopo che la grande distribuzione ha reso abitudinario nel settore frutta e verdura l’utilizzo di sacchetti biodegradabili comportando una significativa riduzione delle confezioni più inquinanti, il sistema self-service ha cominciato a diffondersi anche in altri settori come per esempio i prodotti di detergenza per la casa.

Uno dei settori che maggiormente ha impatto sull’ambiente è quello dei prodotti per la tavola in plastica: piatti e bicchieri monouso in plastica sono fra gli oggetti nelle famiglie e più inquinanti.

A partire dal 2021, l’Unione Europea ha stabilito il divieto di vendita di alcuni fra le più inquinanti oggetti in plastica monouso: tra i prodotti banditi le cannucce, piatti usa e getta e i bastoncini per pulire le orecchie.

Alcuni distributori tuttavia già a partire dal 2019 toglieranno dai loro scaffali piatti ieri e posate in plastica monouso.

L’impegno verde di Ikea

Fra le aziende più impegnate nella tutela dell’ambiente e ricettive a una politica green troviamo sicuramente Ikea, la quale entro il 2020 ha scelto di eliminare da suoi punti vendita e nei suoi ristoranti ogni oggetto di plastica monouso.

Sempre il colosso dell’arredamento ha deciso di affiancare una startup svedese che ha ideato e realizzato un nuovo modello di rubinetto in grado di risparmiare fino al 98% dell’acqua corrente mantenendo un’efficienza altissima per ogni goccia prodotta attraverso un processo di nebulizzazione. Il brevetto di Altered, che si pone tra le migliori e più geniali soluzioni di risparmio d’acqua domestica, sarà utilizzato da Ikea in una versione più economica col nome di Misteln.

Birra Ecologica

Un comportamento molto virtuoso è sicuramente quello della birra danese Carlsberg, che ha rinunciato al classico packaging formato da sei anelli di plastica, per sostituirlo con un innovativo sistema a gocce di colla. Il confezionamento tradizionale delle lattine, infatti, è noto per i gravi danni che causa all’ambiente marino. Questa innovazione permette all’azienda, inoltre, di diminuire del 76% la plastica utilizzata.

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