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Economia, chi sale e chi scende dopo l’uragano Covid

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La situazione dell’economia italiana nell’era del Coronavirus

Quando gli alunni del futuro dovranno studiare, per la prossima interrogazione di storia, il capitolo sugli anni Venti del Duemila, si metteranno di sicuro le mani nei capelli. Prima il Covid 19, una pandemia globale che ha chiuso le attività, rintanato i cittadini e ingolfato le terapie intensive. Poi la guerra in Ucraina, con lo spettro del nucleare che è tornato ad aleggiare pericolosamente sul mondo, con povertà, morte e distruzione seminati come se nulla fossero.

E in tutto questo c’è la nostra economia. Un’economia che aveva riprovato ad alzare la testa dopo i lockdown e le chiusure. Un’economia che adesso si ritrova a dover fare i conti con nuovi problemi. Senza aver risolto del tutto quelli vecchi.

Il parere dell’esperto

Stando alle parole di Marco Fortis, economista della Cattolica intervistato dalla redazione di Quotidiano Nazionale, le previsioni di crescita per il 2022 rallentano di settimana in settimana e torna a farsi strada la paura della recessione. “Crescita del Pil del +2,3%? Non ci credo. Malgrado abbiano già dimezzato le previsioni di inizio anno, queste stime mi sembrano ancora ottimiste. Sarei già contento se l’Italia quest’anno crescesse dell’1-1,5%, ma tutto dipende da quanto durerà l’invasione russa dell’Ucraina. Se dovesse fermarsi nel giro di poche settimane, grazie a un accordo di pace, perderemmo ‘solo’ il mercato russo e naturalmente quello ucraino, visto che ormai il Paese è in macerie e la gente non ha certamente soldi per comprare prodotti italiani.”

Chi prova a ripartire

Eppure in questo contesto così grigio, così cupo, così difficile, c’è chi ha provato a ripartire e rimettere in moto l’economia. È il caso, in Europa ma anche in Italia, del settore del gambling, ovvero il gioco legale e e pubblico. Un comparto che offre lavoro a migliaia di professionisti tra programmatori, sviluppatori, elettricisti, titolari e dipendenti della filiera terrestre. Le ultime rilevazioni pubblicate da AostaOggi parlano infatti di un timido risveglio per quanto riguarda le imprese tradizionali, mentre quelle online non hanno mai smesso di lavorare. Il gioco a distanza, quello ovvero in rete e su internet, ha trainato tutto il comparto, garantendo entrate sia alle aziende di gambling che all’erario statale.

Ecco, forse allora è da leggere qui la ricetta per la ripartenza dell’economia: una completa compenetrazione tra online e offline, tra terrestre e digitale, tra tradizione e innovazione. Per scongiurare qualsiasi rischio e qualsiasi crisi.

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