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Quella dell’auto elettrica è la rivoluzione che ci serve adesso

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Il mercato automobilistico è stato interessato nel corso degli anni da alcuni cambiamenti che hanno riguardato i materiali di costruzione, gli accessori in dotazione, i sistemi di sicurezza su strada e il passaggio a nuovi combustibili di alimentazione. Ma un elemento che sta segnando una vera e propria rivoluzione nel settore dell’automotive è il passaggio progressivo all’elettrico.

Le auto elettriche nell’ultimo decennio si stanno facendo sempre più strada, le case automobilistiche vogliono produrle e gli automobilisti vogliono acquistarle, dopo aver provato le versioni ibride e apprezzato i loro vantaggi. Solo in Italia, nel primo semestre del 2021 sono state immatricolate circa 67.000 auto elettriche, con una media di 10 mila al mese.

Il settore produttivo si sta trasformando, anche in funzione del fatto che entro il 2035 l’Unione Europea prevede di eliminare la produzione dei veicoli con motore a combustione, per ridurre il più possibile le emissioni di CO2 nell’aria.

Il futuro delle auto è elettrico

Ma prima di arrivare a questo grande traguardo bisogna valutare i costi e i benefici per la produzione del passaggio all’alimentazione elettrica, che si traduce nella sostituzione di alcune componenti fisiche in favore di componenti digitalizzate e trasformate in software. Qui sorge il primo problema, quello che riguarda la produzione e la domanda dei chip.

Sì, perché sebbene un motore elettrico sia ridotto ad una struttura essenziale, sono necessari moltissimi chip dalla tecnologia performante e sofisticata per strutturare un sistema di motorizzazione che sia efficiente dal punto di vista della powertrain, della capacità della batteria, del funzionamento delle ruote, della riduzione dei tempi di ricarica.

Considerando che per ogni vettura elettrica prodotta si utilizzano oltre 2.000 microchip (che possono superare i 3.000 nei modelli più all’avanguardia), e che la quantità potrebbe essere destinata a salire ulteriormente, è evidente che l’industria automobilistica avrà la necessità di richiedere molti più chip, mettendo in ginocchio la produzione di componenti elettronici e di semiconduttori. Attualmente, l’economia globale calcola danni economici che si aggirano intorno ai 200 miliardi di dollari, che interessano tutti i settori automobilistici.

Ma la quantità di chip a disposizione del mercato elettrico è già notevolmente diminuita, al punto da aver causato la riduzione della produzione di nuovi modelli destinati alla vendita del mercato di quest’anno. A risentirne sono stati anche gli acquirenti, che stanno frenando la loro scelta in favore dei modelli elettrici, optando per formule di noleggio a lungo termine di auto elettriche come quelle proposte da https://www.auto-noproblem.com/.

Dal momento che non sono disponibili nuove forniture nei cataloghi, e che ancora molti automobilisti non sono totalmente convinti di passare definitivamente all’elettrico, si può infatti ovviare al problema scegliendo il noleggio: in questo modo, non solo non bisognerà attendere i tempi di approvvigionamento delle case produttrici, ma si potrà godere del vantaggio di testare la guida, le funzionalità e i consumi senza il “peso” di dover acquistare l’automobile.

Con il noleggio a lungo termine, infatti, si stipula un contratto tra il cliente e la ditta di noleggio: il primo si occupa di pagare un canone mensile fisso, mentre alla ditta spetta di corrispondere ai pagamenti già inclusi di tutte le spese di gestione che comporta possedere un’auto di proprietà. Sarà garantito, inoltre, l’alto standard di funzionalità delle auto noleggiate, sempre nuove e sempre di ultima generazione.

Ma l’ingresso di nuovi modelli elettrici nel mercato automobilistico non tarderà ad arrivare, nonostante le difficoltà sulle modalità di transizione dai motori con carburante a quelli elettrici.

Le case produttrici puntano più alle auto ibride plug-in piuttosto che a quelle mild-hybrid. E per dare più valore alla resa dei sistemi ibridi, non si esclude l’ottimizzazione dei motori termici, con il denominatore comune del raggiungimento della riduzione dell’inquinamento atmosferico e delle emissioni di CO2 grazie all’elettrificazione. Ma di pari passo a crescere è anche l’offerta di modelli full-electric e molte grandi case automobilistiche sono pronte a presentare i loro modelli nel 2022.

Il futuro della mobilità punta ad arrivare al 2027 con auto elettriche che costeranno meno rispetto a quelle classiche con motore a benzina o diesel e con l’installazione di colonnine per la ricarica delle batterie che coprano molte più strade, per provare a segnare un passaggio all’elettrificazione che sia il più rapido possibile.

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