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Storia del Gameboy Color: la prima console Nintendo che doveva connettersi ad Internet

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Oggi raccontiamo un pezzo di storia di gaming e tecnologia mobile, si incontrano nella produzione di Gameboy Color senza una componente che avrebbe permesso qualche cosa di rivoluzionario all’epoca (fine anni Novanta).

Parliamo della connessione di un dispositivo mobile nato per videogiocare ma anche per collegarsi ad ad Internet per permettere di scrivere, inviare e ricevere email o messaggi, guardare la tv, accedere a primi e rudimentali servizi streaming, i primi creati appositamente per i videogiochi. Oggi siamo all’epoca di app di giochi singoli o multipli, streaming cinema, musica e tv, casinò online ricchi di giochi specifici oppure singoli giochi da casinò come roulette, slot machine, poker online e altri giochi di carte (per approfondire ecco il racconto dello sbarco di Slot10 Casino in Italia). Poi le app oggi consentono anche di fare tutte quelle cose pensate con il Gameboy color, quindi: mandare email, connettersi ad Internet, videomessaggare con servizi come Whatsapp.

Tutte funzioni che tra poco non necessiteranno nemmeno più di app e software perché strutturalmente integrate nelle funzioni del telefonino mobile anni 2020-2030, un decennio che vedrà sicuramente altre trasformazioni, in primis la costruzione e l’attuazione della realtà virtuale o metaverso. Il Gameboy forse ne voleva essere l’inizio? Cerchiamo la risposta insieme.

Dal semplice Gameboy a Gameboy Color e altre versioni

In principio era Game Boy, nome originale Gemu Boy, presentazione stampa avvenuta nel 1988, prima vendita avvenuta in giappone il 21 aprile 1989, arrivo nei mercati europei dal 28 settembre 1990l Dismissioni il 23 marzo 2003, si avvicinavano le produzioni di console moderne e una crescita dei cellulari come dei computer portatili sempre più sofisticati. Vennero vendute in totale ben 118,69 milioni di unità considerando anche le varianti del prodotto tra cui Game Boy color. gioco rimasto nella memoria sicuramente il Tetris, poi super Mario, The Legend of Zelda, Pokemon e tanti altri. Game Boy color, nomer originale Gemu Boi Kara, fu messa in commercio il 23 1998 in Giappone. La Nintendo crebbe per altri dieci anni per arrivare a questo nuovo Gameboy studiato nel design oltre che nelle funzioni. Realizzato grazie anche a Sharp, Intel, Ziloq per componenti interne più potenti come il processore ad 8 bit. Abbiamo scoperto le sue specifiche tecniche, queste.

  • CPU: Sharp LR35902Z80 (versione custom dello Zilog Z80, 8 bit) frequenza variabile di 4,194 o 8,338 MHz[1][2]
  • RAM: 32 kByte
  • ROM: cartucce da 1 Mbit, 2 Mbit, 4 Mbit, 8 Mbit, 16 Mbit, 32 Mbit e 64 Mbit (quest’ultima utilizzata per “Densha De Go! 2”, uscito solo in Giappone)
  • Video RAM: 16 kByte interna
  • Palette: 32.768 colori (15 bit)
  • Colori su schermo: 10, 32, 56 – oltre 2000 in Hi-Color Mode
  • Sprite: fino a 40 visualizzati contemporaneamente sullo schermo (10 per linea di scansione ) con 4 colori ciascuno (3 colori + trasparenza), 8×8 e 8×16 pixel
  • Suono: 4 voci stereo (2 generatori di tono ad onde quadre, 1 generatore di tono ad onde programmabili e 1 generatore di rumore bianco). L’unità ha un solo speaker, ma l’uscita audio per le cuffie è stereo
  • Display: LCD da 160 x 144 pixel
  • Grandezza schermo: 2,32 pollici
  • Comunicazione: fino a 4 Game Boy collegabili via cavo, porta a infrarossi
  • Alimentazione: 2 batterie tipo AA o alimentatore a corrente (3V DC 0,6W)
  • Dimensioni: Larghezza 75 mm, altezza 133 mm, spessore 27 mm

Su Gameboy color la rivoluzione che però arriverà più avanti e con altre aziende

Liam Robertson, giornalista specializzato nella storia dei videogiochi racconta su un canale Youtube la storia di Page Boy. Si tratta di un accessorio che doveva essere integrato in Game Boy Color che avrebbe trasformato la semplice console portatile in un primo phablet, questa parola non va da tempo di moda ma si tratta di tablet così piccoli da sembrare quasi dei grandi smartphone.

Pageboy doveva essere sia un accessorio collegato che anche una sorta di pagina e funzione visibile su monitor della console che avrebbe permesso agli utenti di connettersi ad una rete per cercare informazioni, leggere notizie e anche inviare o leggere email.

Quindi una sorta di browser un po’ come quello integrato negli smartwatch, il Gameboy color avrebbe permesso anche di guardare la televisione. Il progetto Pageboy si fermò forse perché le fabbriche e anche gli studi ingegneristici non erano pronti ad un prodotto così importante. Siamo comunque arrivati a Nintendo Switch che a guardarlo bene, anche se nato più avanti è meno avanzato rispetto al prototipo di Game Boy color pensato con Page Boy collegato.

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