Ultimo sprint per la riforma degli appalti in Italia

home-596401_640È ancora corsa contro il tempo per l’approvazione della nuova legge che regolamenterà il settore degli appalti in Italia. Il dibattito in Senato e alla Camera prosegue, e l’obiettivo è varare il codice nella prossima estate 2016.

Discussioni, emendamenti, annunci, ritardi: il percorso verso l’approvazione del nuovo Codice degli Appalti in Italia non si è distaccato molto dalla solita routine dei lavori parlamentari, nonostante la necessità di approvare i testi entro la scadenza di aprile 2016, data ultima per rispettare i termini per il recepimento delle ormai famose direttive comunitarie in materia. In realtà, il Governo ha pensato anche a una soluzione di compromesso, con un via libera a due fasi: entro il 18 aprile si dovrebbero completare i lavori sulle direttive, con un testo che recepisce le indicazioni dell’Ue su contratti di concessione, appalti pubblici e procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali, mentre entro l’estate, finalmente, l’Italia dovrebbe avere un nuovo Codice.

Accelerazione finale. Già solo a descriverla così, comunque, questa ipotesi rivela la sua complessità – oltre a dimostrare una scarsa credibilità della politica in senso più ampio: ecco perché, anche in questi ultimi giorni, si sta tentando di arrivare a una conclusione più rapida di tutte le operazioni per procedere con un unico passaggio, come testimonia ad esempio l’approvazione della Commissione Lavori Pubblici del Senato in cui sono stati ritirati tutti gli emendamenti per procedere in maniera più spedita. La palla ora è nelle mani di Palazzo Madama, che deve arrivare alla valutazione definitiva del ddl delega.

Approfondiamo la materia. La domanda che ovviamente interessa di più, oltre al fattore del tempo, è quella relativa ai contenuti della Riforma: per questo, grazie al supporto degli esperti di Appaltitalia.it, sito di riferimento nel nostro Paese, andiamo a guardare più da vicino quali sono le ultime novità sulla leggi appalti, per capire davvero cosa cambierà nei prossimi mesi. Innanzitutto, il cuore dell’intervento sono quattro capisaldi: trasparenza, semplificazione, limiti agli appalti integrati e agli affidamenti in house, qualità della progettazione, con misure come l’eliminazione dell’incentivo del 2% per i progettisti della pubblica amministrazione, stretta sulle deroghe e divieto di ricorso al prezzo più basso nelle gare di progettazione.

Finalmente trasparenza. Inutile girarci intorno: come raccontano troppo spesso anche le cronache dei quotidiani, gli appalti e i lavori pubblici in Italia sono condizionati da fattori spesso troppo poco chiari e “puliti”, ed ecco perché è necessario per garantire e ripristinare le giuste precondizioni di legalità, così da eliminare le possibili ombre sul settore. Come ha spiegato il ministro delle infrastrutture, Graziano Delrio, con il nuovo testo si punta a “trasparenza, efficacia delle opere e buon utilizzo dei soldi pubblici”, grazie a innovazioni come l’abbandono della procedura del “massimo ribasso”, oltre che nuovi strumenti per la lotta alla corruzione, con i maggiori poteri assicurati all’Agenzia Anticorruzione guidata da Raffaele Cantone, che ad esempio gestirà l’albo dei commissari di gara per la moralizzazione del settore e traccerà con rigore tutte le operazioni. Se dunque per le aziende “cattive” si prospettano tempi più duri, sono al contrario previsti dei criteri di premialità per qualificare le imprese che hanno buoni precedenti, con l’introduzione di una sorta di “buona condotta” tenuta negli appalti precedenti che si aggiunge a requisiti formali come il fatturato o il numero di addetti. Inoltre, per assicurare certezza dei costi e dei tempi, si è dato nuovo stimolo alla progettazione.

Progettazione al centro. Non sarà più possibile, infatti, ricorrere al criterio del prezzo e del costo più basso per l’affidamento di servizi di ingegneria e architettura (o, comunque, di natura tecnica), ma la procedura si baserà sull’offerta economicamente più vantaggiosa. Per dare poi maggior stimolo e centralità a questa fase e alla qualità architettonica, verranno introdotti degli specifici concorsi di progettazione, e inoltre sarà possibile bandire le gare solo sulla base del progetto preliminare.