Self storage: vendita all’asta dei box pignorati anche in Italia?

boxIl self storage è una tendenza che, dagli Stati Uniti, si sta rapidamente affermando anche in Europa ed in Italia. Nelle principali città italiane, infatti, è un proliferare di centri di self storage, come il deposito temporaneo di Casaforte, ad esempio, che permette di prendere in affitto box di dimensioni variabili, in cui conservare i propri beni per un determinato periodo, dietro pagamento di un canone.

Ma nel nostro Paese le cose funzionano ancora in maniera un po’ diversa. Se negli Stati Uniti, per coloro che non pagano l’affitto del box o non si presentano al ritiro delle merci, il locatore è autorizzato ad aprire il deposito ed appropriarsi dei beni ivi contenuti per cercare di recuperare il credito, in Italia non è così semplice, non ancora almeno.

Negli USA, il locatore può disporre la vendita all’asta dei beni presenti nel box, come si vede, ad esempio, nella serie tv statunitense di genere reality, Affare fatto (Auction Hunters), trasmessa in Italia su Discovery Channel e DMAX, in cui i protagonisti Ton Jones e Allen Haff partecipano alle aste in cui vengono venduti i depositi pignorati o abbandonati. I lotti vengono venduti all’asta al miglior offerente ed i beni rinvenuti all’interno di ciascun lotto possono essere rivenduti. La maggior parte degli oggetti non portano un grande guadagno, ma in alcuni episodi della serie televisiva, sono stati trovati nei box pignorati oggetti preziosi, rari o di grande valore, tra cui, ad esempio, motoslitte e quad.

In Italia, invece, anche in presenza di inadempienza del locatario che non paga il canone da mesi, il locatore del box non è autorizzato né ad accedervi né tantomeno a disporre la vendita all’asta del contenuto dello stesso. Il tutto è regolato dalla Legge n° 302/98 del 3.08.1998 e, a ben vedere, valgono gli stessi principi che regolano l’affitto degli appartamenti. Il proprietario dell’immobile non può aprire l’appartamento di un affittuario moroso, e, in questo caso, occorre attivare una serie di azioni che possono durare decine di anni. Insomma, nel nostro Paese la tutela del credito è ancora praticamente pari a zero, purtroppo.